La fondazione

 

Nell’anno 1140, Hartmann, abate dell’abbazia dei Canonici Regolari di Sant’Agostino di Klosterneuburg presso Vienna, venne eletto Vescovo di Bressanone. Egli doveva portare avanti le aspirazioni del suo predecessore e dare nuovo slancio al clero brissinese. Non ci è stato tramandato il motivo per cui Hartmann, sull’esempio di Salisburgo, non obbligò i canonici del duomo a vivere secondo la regola di S. Agostino, ma, dopo solo due anni dal suo insediamento, fondò un nuovo monastero (Novacella) a soli tre chilometri dalla sua residenza vescovile. Nel 1142, la domenica antecedente la festa di Ognissanti, egli consacrò la chiesa della neoabbazia. Nel contempo avveniva anche la prima donazione con benefici da parte del ministeriale Reginbert di Sabiona e della sua consorte Christina. All’inizio dell’anno successivo, papa Innocenzo II emise per Novacella una bolla di conferma e di protezione; nel 1157 anche l’imperatore Federico I Barbarossa, di cui Hartmann era confessore, prese l’Abbazia sotto la sua protezione.

Nello stesso anno, Hartmann donò all’Abbazia la parrocchia di Naz, nel cui territorio sorgeva il convento. Dal momento dell’incorporazione della parrocchia, l’Abbazia assunse anche la diretta cura d’anime. Intorno al 1160, il vescovo Hartmann affidò ai canonici di Novacella anche la parrocchia di Chienes.

Epoca medievale

 

A poco meno di 50 anni dalla sua fondazione, l’Abbazia di Novacella visse la sua prima catastrofe: il 17 aprile 1190 un incendio distrusse l’Abbazia. Ma sotto l’avveduta guida dell’abate Konrad II di Rodank (1178–1200) molto interessato all’arte, l’Abbazia fu ricostruita nel giro di pochi anni, cosĂŹ da essere riconsacrata giĂ  nel 1198. Nello stesso anno fu consacrata anche la neo-eretta cappella dell’ospizio, dedicata al Redentore, che si trovava nel piano superiore della rotonda, situata all’ingresso del complesso abbaziale (oggi cappella di S. Michele o “Castel Sant’Angelo”).

Consolidata economicamente grazie alle molte donazioni da parte di ricchi benefattori, l’Abbazia divenne, in poco tempo, centro spirituale e culturale, suscitando interesse anche al di fuori delle sue mura. In questo modo i canonici potevano dedicarsi maggiormente alle solenni celebrazioni liturgiche e alla cura d’anime. Nel 1221 Novacella ottenne il diritto patronale sulla parrocchia di Valdaora. L’incorporazione della parrocchia di FiĂŠ allo Sciliar avvenne nel 1257, mentre nel 1261 gli arcivescovi di Salisburgo affidavano la parrocchia di Assling (Tirolo orientale) all’Abbazia.

Dalla fine del Quattrocento agli inizi del Cinquecento, l’Abbazia di Novacella attraversò un periodo molto florido, testimoniato non solo dalla costruzione dell’imponente coro tardo-gotico, sormontato dal caratteristico tetto sovrastante e ripido, ma anche dai sontuosi altari con polittici, realizzati dagli artisti rinomati di quel tempo, tra cui Michael e Friedrich Pacher, il Maestro di Uttenheim, e Max Reichlich; altari che oggi si possono ammirare nel museo abbaziale. Durante questo periodo furono prodotti, nello scriptorium abbaziale, molti manoscritti arricchiti da preziose miniature, i quali riempiono di stupore anche i visitatori odierni. Il canonico Friedrich Zollner realizza tra il 1439 e il 1446 due Graduali in gregoriano di grande formato (che saranno usati per secoli), Stephan Stetner invece realizza un messale che viene esposto nella mostra mondiale, tenutasi a Vienna alla fine dell’Ottocento. Anche la cura del canto corale per la liturgia aveva raggiunto un alto livello durante questo periodo.

Queste eccellenti prestazioni artistiche e culturali vengono sostenute da una comunità di canonici, che, anche alla vigilia della riforma protestante, non aveva perso il proprio vigore spirituale. Nel 1483, nelle sue memorie di viaggio, il padre domenicano Felix Faber di Augusta, riguardo a Novacella, annotava con ammirazione: «È un’Abbazia dotata di una grande chiesa con preziosi paramenti liturgici e di una buona biblioteca. Vi si trovano uomini maturi e riverenti, e credo di non aver mai udito un canto corale-gregoriano più preciso e migliore di quello che ho udito in questo monastero».

Epoca moderna

 

In seguito ai rivolgimenti sociali ed economici del primo Cinquecento, il periodo di fioritura dell’Abbazia di Novacella volse verso una rapida fine. Nel maggio 1525, l’Abbazia veniva saccheggiata e occupata dai contadini dei dintorni, capeggiati da Michael Gaismair. Mentre la comunità aveva abbastanza forza economica per riparare i grandi danni arrecati ai fabbricati e agli arredi dell’Abbazia, l’edificio spirituale minacciava di decadere. Il capitolo, composto intorno al 1510 di 30 canonici, si ridusse a 6 negli anni 1560.

Soltanto sotto l’abate Jakob Fischer (1589–1621) la situazione volse poco a poco al meglio. Il suo successore Markus Hauser (1621–1665), fondando un nuovo istituto accademico, poneva i fondamenti spiritual-culturali per una trasformazione barocca dell’Abbazia. Al fine di creare spazio sufficiente per la comunità in aumento, si provvedeva nel secolo XVII alla modernizzazione e ampliamento dell’ambito claustrale e dei giardini. Dal 1735 al 1744 si ristrutturava completamente la chiesa medievale trasformandola, secondo i gusti del tardo barocco, in un theatrum sacrum inondato di luce, in cui la liturgia riusciva a dare un assaggio del “banchetto nuziale” del cielo.

La barocchizzazione si concluse con l’erezione della nuova ala della biblioteca con la sua splendida sala in stile rococò (1771–1778).

Agli ambiziosi progetti architettonici corrispondeva una grande comunitĂ  di canonici composta, ad esempio, nel 1780 di 53 membri.

Durante le tre guerre di coalizione contro la Francia (1792–1805), l’Abbazia di Novacella dovette sopportare ripetutamente consistenti acquartieramenti di truppe di entrambe le parti in guerra e gravose imposte. Quando, con la pace di Pressburg /Bratislava (1805), la principesca contea del Tirolo passò alla Baviera, sembrò che fossero giunti ormai gli ultimi giorni dei Canonici Agostiniani di Novacella.

La secolarizzazione

 

Con decreto del 17 settembre 1807 del governatorato bavarese, anche le 7 abbazie, che pure erano state preservate sotto Giuseppe II (l’abbazia dei canonici agostiniani di Gries, di Novacella e di S. Michele all’Adige, l’abbazia benedettina di Marienberg e di St. Georgenberg-Fiecht, l’abbazia cistercense di Stams, l’abbazia dei canonici premonstratensi di Wilten), furono soppresse. Dopo la stesura di un inventario e dell’estimo del patrimonio abbaziale, i commissari governativi iniziarono l’asporto dei preziosi oggetti e la vendita all’asta dei beni immobili e degli arredamenti.

Una parte dei canonici fu destituita dalla cura d’anime, i professori dell’istituto accademico trovarono impiego in scuole statali e i confratelli anziani furono accolti nelle case parrocchiali dei canonici novacellensi. Rimasero nell’Abbazia soltanto l’abate e il decano.

La riedificazione

 

Dopo che il Tirolo ritornò all’Austria, grazie all’editto del 12 gennaio 1816 emanato dall’imperatore Francesco I, le abbazie Marienberg, Novacella, Wilten e Stams furono riabilitate nei loro diritti e possedimenti.

La situazione dell’Abbazia di Novacella era estremamente gravosa, essendo gran parte dei beni immobili andata persa, l’edificio danneggiato, chiesa e monastero quasi senza arredamenti e il personale esiguo. Le imposizioni dell’imperatore, come condizione per la riedificazione dell’Abbazia, peggiorarono ulteriormente la situazione: la comunità avrebbe dovuto non solo ricoprire con i canonici le 18 parrocchie, ma anche procurare canonici-professori per il regal-imperiale liceo di Bressanone. Trovare tale personale nelle proprie fila era per ora impossibile: poiché nel periodo della soppressione 13 canonici erano morti, altri non volevano più rientrare e, naturalmente, mancavano le nuove leve.

Solo a partire dal 1844, il liceo brissinese fu diretto completamente dai canonici. Questo “liceo agostiniano” godeva di buona fama. Dopo il 1926, in seguito allo scioglimento imposto dal fascismo, continuò nell’Abbazia come scuola privata in lingua tedesca; tale scuola nel 1943 sarà chiusa dai sostenitori sudtirolesi del nazionalsocialismo. Nel 1945, a guerra terminata, l’Abbazia ha riaperto la scuola e il convitto. Fu istituito anche un Istituto dei fanciulli cantori in cui i giovani, oltre a una buona formazione generale, ricevevano insegnamento nel canto e nella musica strumentale.

Dal punto di vista economico, l’Abbazia dopo il 1816 per lungo tempo condusse una dura lotta per l’esistenza. Soltanto sotto l’abate Ludwig Mair (1832–1851) la situazione migliorò a poco a poco, e verso la fine del secolo XIX era così migliorata che, nel 1895/96, si poteva effettuare un primo e vasto restauro della chiesa.

Durante la prima guerra mondiale, l’Abbazia fu ripetutamente occupata da soldati. Eccettuate le piccole campane dell’agonia e dell’incendio, tutto lo scampanio ha dovuto cessare, riprenderà solo nel 1922.

Ancora più nefasti sono stati gli effetti della seconda guerra mondiale. Dopo che la Wehrmacht (le forze armate tedesche) aveva installato magazzini militari e una stamperia nelle sale abbaziali, il 23 marzo 1945 l’Abbazia fu colpita gravemente dai bombardamenti degli alleati: ne furono fortemente danneggiati la parte nord della chiesa, la sagrestia, la torre e la cappella delle grazie. Gli ultimi danni bellici sono stati rimossi dal restauro del 1982 sotto l’abate Chrysostomus Giner (1969–2005).

La situazione attuale

 

Grazie all’accortezza dei suoi abati e canonici e al buon funzionamento dell’azienda, l’Abbazia di Novacella è riuscita, fino ad d’oggi, a far fronte ai suoi compiti originari. Oltre la parte scolastica, anche la formazione e il perfezionamento personale e professionale hanno grande valore a Novacella. Al fine di aggiornarsi in conformità alle esigenze del tempo mutevole, l’abate Chrysostomus Giner nel 1970 fondò un Centro turistico. Si aggiunse presto un Centro ecologico per l’organizzazione di corsi d’aggiornamento su problematiche socio-ecologiche. Nel corso dei decenni si è sviluppato da tali precedenti un Centro convegni (Bildungshaus), il quale organizza annualmente non meno di 1000 tra manifestazioni, seminari, corsi e congressi sulle tematiche più diverse.

Per mancanza di insegnanti, nel 1971 è stata deliberata la cessazione di una propria scuola abbaziale. La stessa è ora organizzata come succursale della scuola media statale Oswald von Wolkenstein di Bressanone. Continua invece a rimanere in Abbazia il convitto, in cui sono alloggiati attualmente circa 90 ragazzi, provenienti da tutto il Sud-Tirolo.

Continuano a far parte dei compiti principali dei canonici: la cura delle celebrazioni solenni della liturgia, la preghiera comune in coro e soprattutto l’attività parrocchiale. Attualmente i canonici agostiniani sono attivi come pastori d’anime in 25 parrocchie del Tirolo meridionale e orientale. Dal 19 maggio 2015 è abate di Novacella Eduard Fischnaller.